Dopo mesi e mesi di crisi ed incertezze che hanno segnato pesantemente il comparto dell’autonoleggio, si intravvede finalmente uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. E’ questo il dato più significativo di fine anno che risulta dall’ultimo Rapporto ufficiale di ANIASA (l’associazione di categoria che rappresenta le imprese del rent a car), in base all’elaborazione effettuata dal Centro Studi “Fleet & Mobility”. Un indice di grande rilevanza per monitorare sia lo stato di salute delle aziende sia dei privati, rispettivamente nei settori dei viaggi d’affari e del noleggio a fini turistici.
L’autonoleggio, quindi, si interroga su come ripartire per affrontare il dopo-crisi; la ripresa non è certo vicina ma, analizzando i dati di settore, il peggio sembra essere passato. La flessione del 10% riscontrata a metà 2009 scende a -5% nel periodo estivo; di contro, le durate giornaliere dei noleggi sono ancora inferiori rispetto al 2008 (-7,6%): alla vacanza con l’auto a noleggio non si rinuncia, ma la minore disponibilità economica costringe il cliente a ridurre la durata del contratto.
Secondo le statistiche – come riportava anche l’Osservatorio Flotte Aziendali sull’inserto “Corriere Economia” del 26 ottobre scorso – la domanda turistica avrebbe riportato un forte calo, come dimostrano le cifre relative agli aeroporti sia per fatturato ( -17%), sia per i giorni di noleggio ( -18%) Minore, invece, la flessione nel comparto domestico e business ( – 7% di noleggi nei centri urbani).
Sempre riguardo al segmento turistico e al sistema del trasporto, si segnala il documento presentato dal direttore del Centro Studi “Fleet & Mobility” Pierluigi Del Viscovo (su indicazione del presidente di ANIASA Roberto Lucchini) dal titolo eloquente: “Il turismo e l’ultimo miglio”. L’analisi di Del Viscovo prende le mosse dal fatto che nel turismo è il cliente che deve avvicinarsi al prodotto, e non il contrario; ma il prodotto, pur avendo una grande capacità di attrazione, da solo non è sufficiente: l’Italia, in sintesi, non può più contare soltanto su bellezze naturali, arte, cultura, moda e buona cucina, ma deve al più presto potenziare le strutture di trasporto a terra per agevolare gli spostamenti. Strutture che mostrano ancora la corda, al punto che la classifica stilata in materia dal World Economic Forum fa precipitare il nostro paese al 40esimo posto.
Più qualità dei servizi, quindi, per migliorare l’accessibilità dei luoghi: “Nessun posto, per quanto suggestivo, può attirare turisti se è difficile da raggiungere in termini di tempo e comfort. – sottolinea Del Viscovo nel documento – L’auto a noleggio è uno strumento essenziale per lo sviluppo del turismo in Italia. Ma i turisti non si spostano soltanto con l’auto, che rappresenta piuttosto una soluzione per l’ultimo miglio, bensì attraverso un sistema intermodale che comprende anche l’aereo e il treno”.
In sintesi, le stazioni ferroviarie e gli scali aeroportuali devono fare la loro parte, ripensando alla funzione svolta: che non può essere soltanto l’accogliere i turisti in arrivo e in partenza, bensì integrare due o più vettori per far proseguire al meglio il viaggio. “Il sistema dell’autonoleggio – conclude il documento – si propone a buon diritto come un partner essenziale in questo processo evolutivo, poiché esprime imprese abituate da decenni ad operare nel segno di una cultura internazionale di cura e servizio verso il cliente”.
Ma, come ribadito dal presidente di ANIASA Roberto Lucchini, la ripresa del settore dell’auto aziendale e il rilancio del noleggio veicoli passano necessariamente attraverso l’immediata adozione di adeguate misure fiscali. Al governo l’associazione di categoria chiede di uniformare ai parametri europei il regime fiscale dei veicoli aziendali e dei servizi legati al turismo. Com’è noto, l’Italia è ancora fortemente penalizzata rispetto agli altri paesi europei: l’Iva è detraibile appena al 40%, contro il 100% dei mercati europei. Anche la deducibilità dei costi di esercizio incontra forti limitazioni; motivo per cui ANIASA ha predisposto un documento ad hoc, indirizzato al Governo e redatto da un team coordinato da Pietro Teofilatto, direttore del comparto Nlt dell’associazione. Sono due le istanze avanzate per restituire spinta al comparto dell’auto aziendale: la prima chiede di adeguare la detraibilità dell’Iva (ad oggi assestata al 40%) con la media UE del 50%. La seconda è rivolta ad adeguare il tetto di costo deducibile per le auto aziendali, fermo addirittura al 1997.
Nel 2009 le immatricolazioni di vetture in Nlt sono calate del 30%; ANIASA ritiene che – in assenza di misure di incentivo all’auto aziendale, le aziende utilizzatrici saranno spinte ancora di più a rallentare il rinnovo del parco veicoli. Anche quando la crisi sarà in fase di superamento – come si prevede che accada nel corso del 2010 – la politica di tenere le auto più a lungo potrebbe permanere.


