Luci e ombre nel settore del noleggio a breve termine, anche in previsione delle imminenti vacanze estive.
Lo avevamo già letto nel Bollettino n. 4 elaborato dal Centro Studi Fleet&Mobility: come affermato in un’intervista dal direttore commerciale di Europcar Valerio Gridelli, il momento storico caratterizzato da una recessione mondiale a tutti i livelli non potrà non ripercuotersi sui segmenti di mercato del rent a car.
In particolare, la crisi che il mercato automobilistico vive da tempo continuerà ad esercitare un impatto considerevole nel corso del 2009, che secondo Gridelli condurrà “probabilmente a condizioni commerciali in aumento, e soprattutto ad una minore offerta”.
D’altro canto, il responsabile commerciale del brand si dice “abbastanza ottimista per quanto concerne il mercato domestico, per il quale nel 2009 sono previste nuove opportunità”.
Previsioni che si ritrovano anche nei dati emergenti dalla quarta edizione dell’Osservatorio Europcar-Doxa, stilato al fine di fotografare gli stili di vacanza degli italiani nel corso dell’anno.
Pur accusando i contraccolpi della difficile situazione economica sul proprio tenore di vita, il 37,7% degli intervistati afferma che non rinuncerà al piacere delle tanto attese vacanze, ma lo farà viaggiando nel segno del low cost: per esempio, scegliendo bed & breakfast e trattorie al posto di alberghi e locali di lusso, e soprattutto affidandosi alla comodità dei servizi offerti dall’auto a noleggio (il 21,2%).
A favore del rent a car spingono in particolare le tariffe sempre più convenienti, disponibili da tempo anche sul Web. Insomma, sembra preannunciarsi un’estate all’insegna del noleggio anti crisi, come testimonia la crescita percentuale degli automobilisti nostrani (dal 7,4% al 10%) che sta pensando di lasciare a casa l’auto di proprietà per evitare code, stress e sovrapprezzi.
Un tipo di noleggio “strategico”, per così dire, che punta sul pacchetto aereo+ treno per gli spostamenti di più lunga percorrenza e vede l’auto come mezzo di supporto e collegamento tra i vari scali.
Ancora: se la meta è lontana, o comunque dista oltre 500 chilometri dal luogo di residenza, è molto affidarsi ad un volo low cost con la combinazione di una vettura a noleggio.
E a tale proposito interviene ancora Valerio Gridelli: il quale, nel commentare i dati dell’Osservatorio Doxa, definisce l’autonoleggio come una scelta di consumo intelligente, che denota una particolare cura nell’organizzazione delle proprie vacanze e dei propri spostamenti.
D’altro canto – abbiamo letto sempre nel Bollettino n. 4 di Fleet &Mobility – ciò che accade a livello internazionale ha già fatto sentire le conseguenze nel segmento di domanda rent a car da turismo incoming: la flessione si è avuta soprattutto da USA, UK e Spagna, mentre tiene bene il mercato nell’Est Europa.
Veniamo ai dati nazionali: con un mercato di circa 4,5 milioni di utenti, che fattura quasi 1 miliardo di euro, l’autonoleggio in Italia è ancora lontano dalle performance dei paesi anglosassoni (Usa, Inghilterra, Australia) ed europei, dove la penetrazione di mercato è superiore all’8%.
In questo particolare momento, le criticità generate da un mercato in cui il calo dei viaggi si riflette sull’accesso ai servizi di autonoleggio derivano da due fattori principali: la riduzione dei costi da parte di tutte le aziende, specie quelle di grandi dimensioni e multinazionali, e le difficoltà di accesso al credito da parte di moltissime Pmi, che rappresentano in Italia l’89% delle aziende (in pratica, l’ossatura del sistema economico nazionale).
In sintesi, nonostante l’aumento della domanda in alcuni sottosegmenti (settimana di Pasqua, ponti del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, primi week end estivi, etc.), il calo complessivo del turismo internazionale e italiano si fa sentire, e la ripresa comincerà soltanto nel momento in cui il sistema economico nel suo complesso tornerà a crescere.
Negli ultimi anni, poi – complici non soltanto le congiunture economiche ma pure alcune tensioni politiche a livello internazionale – si è viaggiato sempre meno, oppure la durata dei soggiorni si è notevolmente ridotta.
Le vacanze vengono oramai concentrate in particolari momenti dell’anno, spesso si decide di partire e prenotare solo all’ultimo momento. Il che è tipico dei momenti di recessione: periodi di forte calo si alternano a picchi notevoli di domanda.
Ma, mentre si attende la ripresa del settore per l’autunno, gli addetti ai lavori non stanno certo a guardare: mercoledì 1 luglio a Roma, nell’ambito del convegno sul tema “Autonoleggio, evoluzione dal trasporto alla mobilità – Flotte e turismo” organizzato da ANIASA con il patrocinio del Ministero dei Trasporti, verranno affrontate anche le tematiche relative al breve termine.
Ne parleranno all’interno della tavola rotonda su “Mobilità e turismo: un progetto comune” il vice presidente di ANIASA Vittorio Campanale, il presidente Roberto Lucchini e il presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati Mario Valducci.
Nell’attesa di dare spazio ai temi del convegno, possiamo dire che per risollevare il comparto decisive saranno, indubbiamente, le iniziative promozionali delle compagnie di rent a car, grandi e piccole; iniziative che, per essere efficaci e conquistare nuovi segmenti di clientela, devono sapersi adattare alle esigenze del cliente e anticipare le tendenze del mercato.
E, a proposito di compagnie, è da rilevare come da diverso tempo – accanto agli storici marchi presenti in maniera capillare sul territorio nazionale (Avis, Europcar, Hertz, Maggiore, etc.) – il noleggio a breve si stia consolidando anche a livello regionale/locale, tramite la presenza di operatori di minori dimensioni che però riescono a intercettare la domanda di nuovi target, offrendo servizi flessibili quali, ad esempio, il “noleggio di prossimità”.
Stessa cosa per il canale costituito da concessionari e officine, che offrono un veicolo sostitutivo di auto ricoverate presso di loro per manutenzioni e riparazioni.
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