Il crollo del prezzo del petrolio e la flessione dei traffici marittimi che costringe molte navi al disarmo ha ispirato a Nobu Su il progetto di una speculazione colossale.
Quarantanove anni, co-chairman di Star Bulk Carriers Corporation sino allo scorso 24 gennaio,Nobu Su ha il problema di impiegare una ventina di megapetroliere della sua società di Taipei, Tmt. Si tratta di supertankers che nei tempi d’oro viaggiavano lungo le rotte mondiali e che ora rischiano di rimanere ai box per mancanza di carico da trasportare.
Ecco allora l’idea di Nobu Su: le venti supertankers sono a disposizione degli speculatori che possono usarle ora per stoccare il petrolio e poi rivenderlo tra qualche mese, quando i prezzi saliranno.
A bordo delle supertanker Tmt ci sta tanto greggio quanto ne basta per alimentare l’intera Europa per due giorni consecutivi.
Funzionerà davvero? Nobu Su sostiene di sì: il suo progetto non è una boutade buona per raccontare la disperazione degli armatori alle prese con una crisi che non avevano messo in conto. È invece un progetto concreto sviluppato con tanto di numeri e tabelle esplicative.
Il costo dell’immagazzinamento di due milioni di barili di petrolio su una tanker è di 57.500 dollari al giorno, cioé circa 86 centesimi al barile per un mese. A questo vanno aggiunti i costi finanziari e delle assicurazioni. D’altra parte il prezzo del petrolio al barile, oggi intorno ai 41 dollari, è già cresciuto del 26% rispetto al minimo toccato il 20 gennaio. Quarantun dollari, poi, significa 100 dollari sotto i massimi di luglio. Come a dire, suggerisce Nobu Su, che i margini per guadagnare ci sono eccome.
«Il prezzo del petrolio è oggi molto economico – ha detto Su in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Bloomberg a Londra – abbiamo già un sacco di richieste».
Addirittura, la società di Su propone di immagazzinare il petrolio su petroliere a scafo singolo nel Golfo Persico – altrove non possono viaggiare per questioni di sicurezza – impegnandosi poi a consegnarlo attraverso il trasbordo su navi a doppio scafo. Questo per aumentare ulteriormente il valore della speculazione, visto che ovviamente le vecchie petroliere a scafo singolo sono molto più economiche.
D’altronde, gli speculatori che volessero davvero usare le navi di Nobu Su come giganteschi serbatoi in mezzo al mare (alcuni nemmeno troppo sicuri, se guardiamo ad esempio alle unità a singolo scafo), sarebbero in buona compagnia.
Nelle settimane scorse centinaia di navi erano ferme all’ancora appena fuori i maggiori porti petroliferi, aspettando che le quotazioni del greggio risalissero.
Compagnie petrolifere come Bp e anche alcune banche tra cui Citigroup – è stato calcolato – hanno stoccato 80 milioni di barili di greggio in alto mare, rincorrendo la speculazione tra prezzo corrente del petrolio e futures.
FONTE: di Samuele Cafasso http://shippingonline.ilsecoloxix.it


